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Benvenuti in queste pagine dedicate a scienza, storia ed arte. Amelia Carolina Sparavigna, Torino

Tuesday, March 12, 2019

Cesare Chiaramonti


Giulio Cesare ai Musei Vaticani (Courtesy image at the site).
Busto del tipo detto "Chiaramonti".

Monday, March 11, 2019

Drop the colors

Microdrops create controllable color - Total internal reflection generates iridescence that depends on droplet size and viewing angle. by Christine Middleton
https://physicstoday.scitation.org/do/10.1063/PT.6.1.20190308a/full/


Da Aquinum a Arelate



Giovanni Corazzi, con cui si è investigato il Cesare di Arles,  mi ha mandato un fantastico scatto, realizzato dalla sua fidanzata, del busto di Aquinum (sopra, a sinistra). Insieme alla fotografia, fatta durante la  presentazione al pubblico del busto scoperto dal team del Prof. Ceraudo, Giovanni mi ha anche mandato l'immagine del busto di Arles (sopra, a destra), allo scopo di realizzare un morphing.
Eccolo!


Guardiamo l'ultimo frame da solo.


Ha avuto ragione Giovanni, ad insistere sul morphing, vero?



Saturday, March 9, 2019

Un Cesare Chiaramonti a Leida (Rijksmuseum van Oudheden, Leiden)

Mi riferisco ad un busto di Cesare che è conservato al Museo di Antichità di Leida.
https://www.rmo.nl/museumkennis/klassieke-wereld/romeinen/julius-caesar/
Il museo possiede due busti. Uno è molto rovinato.
Dice il Museo di questo busto: "Het Rijksmuseum van Oudheden heeft nog een tweede portret van Caesar. Deze marmeren kop (tweede afbeelding) is vrij zwaar gehavend. Het voorhoofd is horizontaal ingekerfd en de kin en de neus zijn grotendeels weggeslagen. De verdwenen neus was trouwens niet de oorspronkelijke; een rond gat bewijst dat er ooit met behulp van een ijzeren pen een nieuwe op is gezet. De hals is schuin afgebroken. De kop zou afkomstig zijn van de Hunerberg in Nijmegen, maar dat is niet zeker. Hij is in 1931 als onderdeel van het legaat van P.A. Gildemeester in het museum terechtgekomen. Hoe hij eraan kwam, is niet bekend; vermoedelijk heeft hij de kop bij een kunsthandel gekocht. Op de Hunerberg in Nijmegen lag tussen 71 en circa 104 na Chr. het kamp van het Tiende Legioen, dat oorspronkelijk door Caesar is opgericht. Het zou dus niet verwonderlijk zijn als in deze legerplaats een beeld stond van de legendarische stichter." "The National Museum of Antiquities has a second portrait of Caesar, this marble head (second image) is quite heavily damaged, the forehead is notched horizontally, and the chin and nose are largely smashed away. The missing nose was not the original one. A round hole proves that with an iron pen a new nose had been set up, the neck is cut off obliquely. The head would come from the Hunerberg in Nijmegen, but that is not certain. It was in 1931, as a part of the legacy of P.A. Gildemeester in the museum. How he got it is not known; presumably he bought the head at an art shop. On the Hunerberg in Nijmegen, between 71 and circa  104 AD, there was the camp of the X Legion,a legion originally established by Caesar. So it would not be surprising if there was a portrait of the founder, in this camp. "

Il Cesare di cui si parla lo vedete a sinistra nell'immagine seguente. Ma di che Cesare si tratta? Ossia, di quale tipo di ritrattistica antica di Cesare? Alcuni ritratti di Cesare sono come quello del Museo Chiaramonti (Musei Vaticani), e lo vedete a destra. Altri sono come quello del tipo Tuscolo, oggi al Museo Archeologico di Torino. Ho provato a miscelare il ritratto di Leida con quello di Tuscolo - e potete vedere il risultato al link - ma è molto meglio se si usa il ritratto Chiaramonti. 



L'immagine è un morphing dal busto Leida al Chiaramonti. Guardate i capelli, gli occhi, la bocca, e la forma stessa della testa. E' un Chiaramonti.



Ho fatto in precedenza alcuni morphing anche con altri busti, ma ora mi sono convinta per il Chiaramonti.  Come mai non ho apprezzato subito nel busto di Leida un Chiaramonti? C'è un motivo. Il Museo di Leida ha commissionato una ricostruzione in 3D, di cui discussi abbondantemente, nella quale chi ha fatto la ricostruzione ha usato il busto di Tuscolo per ricostruire le parti mancanti del viso, e questo è stato fuorviante.
Peccato non aver puntato sul Charamonti. Il risultato sarebbe stato molto migliore, e anche più corretto dal punti di vista della comparazione stilistica dei busti. 



Ecco come poteva apparire in origine il busto di Leida, se lo pensiamo del tipo Chiaramonti.
In effetti, il naso del Chiaramonti è un restauro moderno, come anche il profilo della bocca. Ma non per questo è possibile usare il Tusculum.


Il  Cesare Chiaramonti è un busto di Gaio Giulio Cesare, in marmo bianco lunense, altezza totale 52 cm (il solo volto h. cm 26). Databile all'età augustea (44-30 a.C.). Oggi conservato nei Musei Vaticani (Museo Pio Clementino, Galleria dei busti, inv. 713). Questa testa di Cesare, insieme al ritratto conservato al Camposanto Monumentale di Pisa, è riconosciuto unanimemente come ritratto di G. Giulio Cesare e viene detto "Chiaramonti-Pisa". Nel 44 a.C. il Senato di Roma decise che Cesare avrebbe avuto una sua statua in ogni tempio di Roma e dell'Italia (Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XLIII, 14 e 45; XLIV, 4).
Da https://it.wikipedia.org/wiki/File:Gaius_Iulius_Caesar_(Vatican_Museum).jpg

La folta capigliatura del Cesare Chiaramonti non era quella di Cesare, che notoriamente, per pronunciata calvizie, usava pettinarsi riportando i capelli in avanti.  Sul Chiaramonti c'è una capigliatura come quella di Ottaviano Augusto, segno che Augusto voleva avere delle statue di Cesare che fossero a lui somiglianti il più possibile. La mamma di Ottaviano, Azia, era la figlia della sorella di Cesare, Giulia minore, e di Marco Azio Balbo; Ottaviano, pertanto, era pronipote di Cesare.
Insomma, c'era aria di famiglia.

Su Augusto. http://www.storiainrete.com/9380/in-primo-piano/dal-senato-ai-tweet-in-latino-cosi-augusto-invento-la-politica/
"Fin qui il politico. Ma l’uomo? Un attentatore arrivò a tiro di daga, ma fu bloccato dalla dolcezza aliena del suo sguardo. Scultori e bronzisti hanno consumato molto materiale per tramandarne le fattezze. Un eterno ragazzo, fuori dal tempo, con le ciocche ribelli, color sabbia, sulla fronte pensosa, corazzato per una parata di trionfo, più che per una battaglia vera. Un sacerdote dei riti. Una padre della famiglia e della patria. Un custode delle tradizioni."


Secondo le descrizioni degli storici, Ottaviano Augusto aveva gli occhi azzurri, di un colore intenso,  capelli castano chiarissimo, quasi biondi, inoltre si diceva fosse molto bello. Insomma, un bjuŋd, che, in Piemontese, non significa solo "biondo", significa anche "bello". Doveva somigliare a Cesare, altrimenti il suo rimarcarne il legame familiare non avrebbe avuto senso. 

Friday, March 8, 2019

Mamurio Veturio e i dodici scudi

Da
https://www.danielemancini-archeologia.it/un-giorno-di-ordinaria-legalita-a-teate-marrucinorum-prima-parte/

"il 14 marzo, il giorno Pridiae Idvs, la vigilia delle Idi, il giorno dei festeggiamenti dei Mamvralia , il giorno in cui si venera la cacciata di Mamvrio Vetvrio. In questa festa Mamurio Veturio, un personaggio semi mitico della Roma arcaica, impersonato da un vecchio vestito di pelli, rappresenta l’anno vecchio e viene scacciato, tra grandi risate dai bambini, con piccole verghe, per far posto all’anno nuovo."


"Numa Pompilio ricevette dal dio Marte l'Ancile, uno scudo sacro disceso dal cielo. Re Numa turbato da quel prodigio chiese consiglio, come spesso faceva, alla ninfa Egeria, che gli spiegò che il dono del dio era molto prezioso, perché costituiva il pegno dell'eterna invincibilità di Roma, finché fosse rimasto presso l'Urbe. Allora Numa per impedire che potesse essere trafugato, chiamò il valido fabbro Mamurio Veturio, nel quale riponeva grande stima e fiducia, e gli affidò l'Ancile, affinché ne forgiasse undici copie identiche. Una volta conclusa la sua fatica, Mamurio consegnò tutti e dodici gli scudi a Numa Pompilio, che li affidò in custodia ad un collegio di altrettanti sacerdoti scelti fra i membri delle gentes originarie, le più antiche e nobili famiglie di Roma.
Venne così istituito il prestigioso collegio dei Salii, che nei mesi di marzo e di ottobre, sacri al dio Marte, portavano solennemente in processione i dodici scudi sacri, saltando (da cui il nome, dal verbo latino salire) ed intonando un canto particolare, il Carmen Saliare, del quale ci sono pervenuti alcuni frammenti. Numa Pompilio voleva ricompensare Mamurio per il suo ottimo lavoro, ma il buon artefice non volle essere pagato in denaro; chiese però di essere ricordato dal popolo Romano, e Numa lo accontentò, disponendo che i Salii lo invocassero nel loro canto, inneggiando anche a Mamurio.
Mamurio Veturio venne ricordato anche in altri modi dai Romani: in suo onore la festa del 14 marzo, detta degli Equirria e corrispondente al nostro capodanno, venne chiamata Mamuralia. In quella festa Mamurio Veturio, impersonato da un vecchio vestito di pelli rappresentava l'anno vecchio, e veniva scacciato tra grandi risate dai bambini con piccole verghe, per far posto all'anno nuovo."


Il barba (lo zio) e la magna (la zia)

Un bel discorso sul Piemontese. Bello.
https://rivistasavej.it/letimologia-dimenticata-c67d234dfa8
Ecco che cosa si trova a proposito del termine "barba" per indicare lo zio. C'è chi dice che sia arrivato nel Piemontese dal Longobardo. Ma ...
"A maggior ragione se si pensa, continua Villata, che le lingue germaniche assumono dal latino avunculus il materiale lessicale per il significato di “zio” che finisce per essere uncle in inglese e onkel in tedesco, per esempio. Barba rimane una parola di squisita provenienza latina, e il significato di “zio” abbastanza complesso. Per Villata, per stabilire l’etimologia di barba con il valore di “zio” è necessario partire non dal sostantivo barba bensì dall’aggettivo barbatus, che sin dal III secolo aveva assunto il senso di “uomo di forza e di prestigio”, tanto che nel romeno moderno bărbat significa “marito” ed è presente ancora in greco e in albanese.
Se la parola barba la si vuol penetrata in Italia attraverso i longobardi, è necessario quantomeno pensare che i longobardi stessi l’abbiano assimilata dalla Pannonia o dai parlanti del nord Italia attraverso i cui territori penetrarono nella Penisola. “Però tutto questo non basta per sostenere che barba sia una voce longobarda” conclude Villata.
Più probabile e verosimile è che barba derivi da quel barbatus in seguito alla comune sorte delle desinenze -atus, -atum, cadute già nel secolo XII nelle parlate settentrionali e penetrata quindi anche in quella lingua d’oé in cui son scritti i Sermoni, e in cui barba è attestato con il significato di “zio”."

Dal Vocabolario italiano e latino: diviso in due tomi; ne i quali si contengono le frasi piu eleganti e difficili, i modi di dire, proverbj ec. dell'una e l'altra lingua; aggiuntovi in fine e favole, e i nomi delle principali citta ... per uso degli studiosi di belle lettere nella regia Università di Torino, e in tutti gli stati di s. m. re di Sardegna. Tomo primo. presso Giuseppe Antonio Elia, 1751.


E per quanto riguarda la magna?


O di padre o di madre, sempre "magna" era.


Esadecanioni (Sedenioni)

Gli esadecanioni formano un'algebra a 16 dimensioni sul campo dei numeri reali. La moltiplicazione dei esadecanioni non è né commutativa né associativa. Si possono ottenere come combinazioni lineari di 1, e1, e2, e3, e4, e5, e6, e7, e8, e9, e10, e11, e12, e13, e14, e15. Ossia dagli elementi di una base dello spazio vettoriale degli esadecanioni. 


Che tabellina!



Octonions

The Peculiar Math That Could Underlie the Laws of Nature

"Cohl Furey, a mathematical physicist at the University of Cambridge, is finding links between the Standard Model of particle physics and the octonions, numbers whose multiplication rules are encoded in a triangular diagram called the Fano plane."


Questi ottonioni promettono cose interessanti. 
Gli ottonioni sono un'estensione non associativa dei quaternioni.
L'algebra relativa viene spesso denotata con O.

Adoro le tabelline!

πολύτροπος

Τον άνδρα, μούσα, λέγε μου, πολύτροπον, 'που εις μέρη
πολλά επλανήθη, αφού έρριξε την ιερήν Τρωάδα·
και ανθρώπων είδε αυτός πολλών ταις χώραις και την γνώμην
έμαθε, και 'ς τα πέλαγα πολλά 'παθε ζητώντας
με τους συντρόφους άβλαπτος να φθάση 'ς την πατρίδα.
αλλ' όμως δεν κατώρθωσε να σώση τους συντρόφους·
ότι εχαθήκαν μόνοι τους απ' τ' ανομήματά τους·
μωροί, 'που τ' Υπερίονα Ήλιου τα βώδια 'φάγαν,
κ' εκείνος της επιστροφής τους πήρε την ημέρα.
τούτα ειπέ κάπουθε κ' εμάς, θεά, κόρη του Δία.

https://www.gutenberg.org/files/30613/30613-h/30613-h.htm

http://www.treccani.it/vocabolario/politropo/
polìtropo agg. [dal gr. πολύτροπος, comp. di πολυ- «poli-» e -τροπος, dal tema di τρέπω «volgere»], letter. – Che ha ingegno versatile, multiforme; astuto, scaltro (è l’epiteto omerico di Ulisse): il p. Ulisse, quando trascorreva il campo per ridurre tutti nel fòro, se imbattevasi in qualche plebeo vociferante lo castigava con lo scettro (D’Annunzio).

Musa, quell’uom di moltiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d’Iliòn le sacre torri;
Che città vide molte, e delle genti
L’indol conobbe; che sovr’esso il mare
Molti dentro del cor sofferse affanni,
Mentre a guardar la cara vita intende,
E i suoi compagni a ricondur: ma indarno
Ricondur desiava i suoi compagni,
Che delle colpe lor tutti periro.
Stolti! che osaro vïolare i sacri
Al Sole Iperïon candidi buoi
Con empio dente, ed irritaro il Nume,
Che del ritorno il dì lor non addusse.
Deh parte almen di sì ammirande cose
Narra anco a noi, di Giove figlia, e Diva.

https://it.wikisource.org/wiki/Odissea_(Pindemonte)/Libro_I

Saturday, March 2, 2019

Too many Caesars is not good

From https://en.wikipedia.org/wiki/Caesarion

After the defeat of Antony and Cleopatra at the Battle of Actium in 31 BC, Cleopatra ...  She may have intended to go into exile, perhaps with Antony, who may have hoped that he would be allowed to retire as Lepidus had. Caesarion reappears in the historical record in 30 BC, when Octavian invaded Egypt and searched for him. Cleopatra may have sent Caesarion, 17 years old at the time, to the Red Sea port of Berenice for safety, possibly as part of plans for an escape to India; he may have been sent years earlier, but the sources are unclear. Plutarch does say that Caesarion was sent to India, but also that he was lured back by false promises of the kingdom of Egypt ... 
Octavian captured the city of Alexandria on 1 August 30 BC, the date that marks the official annexation of Egypt to the Roman Republic. Around this time Mark Antony and Cleopatra died, traditionally said to be by suicide, though murder has been suggested.[9] ... Caesarion's guardians, including his tutor, were themselves either lured by false promises of mercy into returning him to Alexandria or simply betrayed him; the records are unclear.
Octavian is supposed to have had Pharaoh Caesarion executed in Alexandria, following the advice of Arius Didymus, who said "Too many Caesars is not good" (a pun on a line in Homer).[11] It is popularly thought that he was strangled, but the exact circumstances of his death have not been documented.[citation needed] Octavian then assumed absolute control of Egypt. The year 30 BC was considered the first year of the new ruler's reign according to the traditional chronological system of Egypt.